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Una lettera al Commissario prefettizio del Comune di Anzio su trasparenza e anticorruzione nei concorsi comunali

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Le Associazioni Pres. ass. coordinamento antimafia (Edoardo Levantini), Pres. Reti di giustizia – Il sociale contro le Mafie (Irene Giusti) e Rete No Bavaglio Liberi di Informare (Claudio Pelagallo) hanno trasmesso una lettera alla Presidente della Commissione Straordinaria di Anzio, il Prefetto Dott.ssa Antonella Scolamiero per porre l’attenzione sul ruolo del personale tecnico delle Amministrazioni comunali nella lotta alle mafie e alla corruzione e sull’importanza che lo stesso sia selezionato, oltre che in base ai titoli e al merito seguendo una procedura concorsuale trasparente, anche in base alla conoscenza e alla sensibilità concreta sul tema della legalità, imprescindibile nella gestione del bene comune e affinché possa parlarsi di “cosa pubblica”.

Ebbene, – scrivono – il ruolo del personale tecnico delle Amministrazioni comunali è emerso proprio con riferimento alle gravi vicende che hanno condotto allo scioglimento e al commissariamento straordinario del Comune di Anzio, laddove nella Relazione del Prefetto allegata al Decreto di scioglimento si parla di compromissione dell’amministrazione comunale nei  confronti  della criminalità organizzata di stampo mafioso causata dalla “condizione generale di assenza di regole e  di  autentico  disordine amministrativo in cui versano  gli  uffici  comunali» e da una gestione amministrativa improntata a «criteri di mera conoscenza  personale  e clientelari», di talché alcuni soggetti della tecnostruttura comunale sono stati o “sembrano essere stati involti in illegittimità ed eventi illeciti connessi agli affari criminali delle organizzazioni mafiose”.

Per agire il cambiamento strutturale verso una società più giusta che recepisca intimamente il contrasto alle mafie e al pensiero mafioso, è necessaria una trasformazione anche nell’apparato burocratico delle amministrazioni locali, una trasformazione quotidiana e sistematica all’insegna della legalità, della lotta alle mafie e della corruzione che non può prescindere dalle persone che compongono tale apparato, le quali devono essere selezionate in base a procedure concorsuali trasparenti ed imparziali, centrate sulle competenze tecniche e improntate ai principi anticorruzione prevedendo nella composizione delle commissioni la presenza di componenti provenienti di altre regioni .

Per tali motivi chiediamo alla Presidente del Commissione Straordinaria di Anzio, di prevedere  procedure di assunzione del personale anche  la valutazione di competenze strettamente legate alla prevenzione della corruzione stabilendo  del Comune di Anzio, il cui territorio, ci preme ribadirlo, è caratterizzato dalla stabile presenza del clan Gallace e  da una  fitta  trama  di   relazioni   tra   consorterie   criminali   e amministrazione locale”.

 

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